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FASCI SICILIANI

Anarchici e pregiudicati Convenzione tra 8° Ist.Sup. di 2° Grado "Quintiliano" di Siracusa e l'Archivio di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

   

 DOCUMENTI
ORIGINALI

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14/08/1890


16 agosto 1890


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12/09/1890

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04/10/1892

La nuova coscienza sociale che caratterizzava le associazioni operaie e contadine , poi alla base dei Fasci dei lavoratori, fu fonte di non poche preoccupazioni per le forze dell’ordine. L’adozione di provvedimenti di polizia non implicava la ricerca del malandrino,del renitente alla leva ma la ricerca e l’arresto,con la scusa della pericolosità pubblica, degli aderenti alle società e leghe repubblicane e socialiste e specialmente dei dirigenti e degli attivisti più noti. Tale situazione è ampiamente testimoniata dal carteggio che si trova nel Fondo Prefettura dell’Archivio di Stato di Siracusa e che è relativo agli “anarchici”presenti nella provincia, o comunque legati alle associazioni operaie che avevano assunto consapevolezza del loro sfruttamento e lottavano in nome dei propri diritti.

Si tratta di lettere riservate scambiate tra il Ministero dell’Interno, la Regia Prefettura di Siracusa ,i Sottoprefetti di Noto,Modica,la Tenenza di Noto e la Pubblica Sicurezza di Siracusa.I nominativi su cui insiste la documentazione sono quelli dell’anarchico avvocato Francesco Saverio Merlino,Enrico Malatesta e Paolo Schicchi, responsabili di volere organizzare una forma di protesta della Sicilia al centralismo governativo. Essi sono ,pertanto,oggetto di indagini accurate e di stretta sorveglianza da parte delle autorità competenti.”Anarchici pericolosi” e “capipartito” sono le definizioni più frequenti di quanti devono essere assicurati ad ogni costo alla giustizia.
Già in una lettera della Regia Prefettura della Provincia di Siracusa datata 14 agosto 1890(Busta3308),il Prefetto informa il sottoprefetto di Noto che l’anarchico Francesco Saverio Merlino ha abbandonato Parigi,dove era stato condannato,per rifugiarsi alla Valletta(Malta).Sembra che abbia ricevuto da parte di Enrico Malatesta (un altro anarchico  in quel momento a Londra) , l' invito ad organizzare un’energica propaganda in Sicilia. Il prefetto  chiede quindi di esercitare una stretta sorveglianza nel circondario,
in attesa di ulteriori dettagli sul soggetto in questione. L’informazione viene ampliata in una lettera di due giorni dopo (16 agosto 1890) nella quale vengono forniti i connotati del Merlino: di anni 33 circa, statura bassa, corporatura snella, capelli castani, occhi cervoni, barba castana, colorito naturale.
La corrispondenza con il sottoprefetto di Noto continua in data  1 settembre: si sollecita la massima sorveglianza sul Merlino che,in compagnia di un certo Cirillo da Malta,sta per recarsi  o si trova già in Sicilia per promuovere un moto rivoluzionario.
Il  12 settembre vengono rettificati i connotati dell’ avvocato anarchico, inviati alla Prefettura di Siracusa dal Ministero dell’Interno:33 anni circa,statura piuttosto bassa,corporatura esile,colorito pallido,capelli,occhi e ciglia neri,barba intera nera,vestito quasi sempre di nero.L’invito ad intensificare la sorveglianza sull’anarchico viene ribadito in una lettera del 14 settembre dal momento che il Malatesta, scrivendo da Londra,ha dichiarato di avere ottime notizie dalla Sicilia.In data 28 ottobre apprendiamo che l’avvocato Merlino a Malta si è fatto passare per Gaetano Marsala,studente, e che vive con un altro siciliano,Paolo Schicchi.
IL 30 ottobre il Prefetto invia al sottoprefetto
di Noto una Merlino_exfoto2.jpg (42196 byte)foto del Merlino perché ne dia ampia diffusione .Aggiunge anche la notizia che il ricercato avrebbe tagliato la barba e lasciato i soli baffi.

Nella riservata del Ministero dell’Interno in data 11 gennaio 1891, indirizzata ai signori Prefetti del Regno,il ministro Ramognini dà notizia del Congresso anarchico svoltosi a Capolago(Svizzera) nei giorni 5 e 6 Gennaio.In esso si era discusso dell’organizzazione del partito anarchico in Italia ed era stata deliberata la costituzione di sette,otto Federazioni dipendenti da un comitato segreto composto da Carboni Gustavo di Perugia,Bianchi Italo di Milano,Colombo Oddone di Sampierdarena ed altri. Capi e dirigenti del Partito anarchico in Italia sarebbero stati nominati Malatesta Enrico,Cipriani Amilcare,Paoletti Mario.Francesco Saverio Merlino era stato designato come redattore di un manifesto diretto agli anarchici. Obiettivo dell’organizzazione era la promozione di una manifestazione da tenere il primo maggio 1891 nella quale era ammessa la libera iniziativa e l’azione individuale(incendi,pugnalate,dinamite,distruzione edifici pubblici e ferrovia).Era giustificato perfino il furto,come azione contro i capitalisti,per sostenere le spese organizzative. Il Ministro con la riservata chiede di predisporre la vigilanza sui maneggi dei partiti sovversivi.(Fondo Prefettura Busta 3308)
Il 16 gennaio 1891 il Ministero dell’Interno in una lettera indirizzata al Prefetto di Siracusa, avente per oggetto F.S.Merlino e il Congresso di Capolago, chiede la documentazione sulle attività svolte dall’anarchico nelle province di Messina,Catania,Agrigento e Palermo: la stretta sorveglianza richiesta con precedente esplicito richiamo era sfuggita alle autorità competenti.Il Ministero ribadisce la necessità di misure preventive e repressive contro tentativi di rivolta e di atti contrari alle leggi dello Stato. La lettera contiene altre importanti informazioni:Amilcare Cipriani,girando per la Sicilia,avrebbe fissato accordi per un moto rivoluzionario;Ettore Gnocchetti sarebbe andato a Reggio Calabria per preparare un invio eventuale di uomini e di armi ed Enrico Malatesta sarebbe arrivato a Siracusa.
La riservata di biasimo da parte del Ministero viene trasmessa dal Prefetto di Siracusa ai sottoprefetti di Noto,Modica,al Capitano dei Carabinieri e all’Ispettore di P.S.

Si fa ancora riferimento al Congresso di Capolago in una lettera del Prefetto di Siracusa, datata 17 gennaio 1891 e contenente riferimenti al regolamento dettato dal Merlino per la costituzione del partito anarchico rivoluzionario della Regione italiana.Ogni regione ,tramite una commissione di corrispondenza, si terrà in rapporto con commissioni di altre regioni,con i gruppi istituiti all’estero ed anche con gruppi isolati ed individuali. L’articolo 5 del suddetto regolamento sancisce l’autonomia dei gruppi, l’articolo 6 l’impegno,da parte delle Commissioni regionali di corrispondenza,a promuovere la diffusione del partito nella regione. A Capolago viene altresì stabilita la pubblicazione di un giornale organo del partito a Roma.Il prefetto chiede quindi al sottoprefetto di Noto di effettuare indagini e predisporre accurata vigilanza ,nonché di essere informato su eventuali costituzioni di gruppi,commissioni e comitati ,sul numero degli affiliati, sulle abitazioni dei capigruppo,sulle sezioni già costituite o in procinto di costituirsi.(Busta 3395)

L’attenzione da parte del governo nazionale nei confronti del movimento popolare sorto in Sicilia è durante questi anni costante:di esso si temono le legittime rivendicazioni democratiche realizzate con dimostrazioni pubbliche.E’ quanto emerge dalle disposizioni emanate dal Ministro dell’Interno il 18 marzo 1891 (Fondo Prefettura Busta 3308) circa le riunioni e gli assembramenti. Il diritto di riunione è sancito dall’articolo 32 dello Statuto fondamentale del Regno.Se la riunione avviene in pubblico,essa è  regolamentata dalle leggi e dai regolamenti di polizia; ma anche se avviene in privato,i funzionari devono garantire che essa non turbi l’ordine pubblico. A tal proposito il Ministero insiste sulla scelta dei funzionari più adatti ad eseguire le istruzioni impartite,riconoscendo che è uno dei compiti più difficili quello di vigilare sui ”meeting” di carattere politico.

L’agitazione, già da tempo manifestatasi tra le classi lavoratrici ed alla quale aderiscono gli anarchici e i partiti ostili alle istituzioni,fa temere al governo tumulti e violenze in occasione della ricorrenza del 1° maggio. Da qui il pressante invito da parte del Ministero dell’Interno (29 marzo 1891 Busta 3308) circa la necessità di adottare provvedimenti per mantenere l’ordine pubblico con modi sicuri e imponenti.Comandi di Corpi d’armata e di Divisione ,ma anche Carabinieri e guardie di città sono allertati per eventuali richieste di intervento da parte delle autorità politiche. A partire dal 20 aprile si ritiene necessario che tutti i funzionari,gli agenti di P.S.,i Sottoprefetti ed i Questori siano in servizio.Nella stessa lettera viene ribadito l’assoluto divieto per processioni lungo le vie e le piazze dei centri abitati.
 
Le prime notizie sulla figura del secondo anarchico sono contenute nel Fondo Prefettura ,Busta 3395. Il 27 maggio 1891 il Prefetto di Siracusa informa il sottoprefetto di Noto che Malatesta_Foto--3..jpg (34913 byte)Enrico Malatesta viaggia in Italia con molta circospezione: porta una valigia di tela bianca,indossa una blusa e un berretto nero di incerata da macchinista ferroviario,probabilmente per viaggiare insieme a macchinisti compiacenti.Nell’ ottobre dello stesso anno il Prefetto segnala al sottoprefetto di Noto l’intenzione del pericoloso individuo di tornare in Italia e chiede di attivare le opportune misure preventive.La notizia viene confermata in data 8 novembre,corredata dai connotati dell’anarchico:barba nera piuttosto corta col pizzo più lungo,colorito bruno pallido, ciglia nere foltissime;indossa un vecchio paletot ed un cappello floscio all’italiana.

Le preoccupazioni ministeriali per le manifestazioni del primo maggio sono ancora oggetto di uno scritto del Ministero dell’Interno datato 9 aprile 1892 ,(Busta 3308).Richiamandosi alle precedenti disposizioni(circ.18 marzo 1891),il Ministro vieta assolutamente riunioni pubbliche,assembramenti e processioni lungo le vie in occasione della ricorrenza del 1° maggio e precisa che possono considerarsi private solo quelle riunioni che si tengono in luoghi privati ed alle quali non partecipi in alcun modo il pubblico.Occorre vigilare affinché i biglietti di invito siano strettamente personali e si faccia di essi una distribuzione oculata,impedendo la partecipazione alla riunione a persone “influenti”sulle discussioni o sulle deliberazioni.E’ chiaro il riferimento a quanti, per le loro idee sovversive, potrebbero insidiare la tranquillità delle classi tradizionalmente privilegiate.

L’adozione di misure preventive di polizia nei confronti dei pregiudicati intanto continua.  
Il 28 marzo 1893 il sottoprefetto di Noto viene informato dal Prefetto di Siracusa che il Malatesta, in compagnia di Merlino ,si sarebbe allontanato da Londra e tenterebbe di entrare in Italia.Sono entrambi travestiti con un abito talare. Ulteriori informazioni:Malatesta ha la barba di circa un cm.,barba e pizzo lunghi ed indossa un paletot sbiadito bianco,lungo e ad un petto.(Busta 3395)

La notizia di un suo probabile rientro in Italia viene riconfermata il 28 marzo dell’anno successsivo con un telegramma del Ministero dell’Interno al Prefetto di Siracusa contenente la richiesta di provvedere ad avvisare tutte le forze dell’ordine per rintracciare ed arrestare l’anarchico.

Il 19 aprile 1893 il Prefetto,facendo riferimento ad un dispaccio ministeriale del giorno precedente,invita il sottoprefetto di Noto ad attivarsi diligentemente per il sequestro di manifesti rivoluzionari spediti da Londra in Italia dal Malatesta.( Busta 3395). Un secondo dispaccio ministeriale viene inviato il 28 novembre dello stesso anno al sottoprefetto di Noto. Sulla base di testimonianze “confidenziali ed attendibili”si è saputo che Malatesta ha scritto a Lugano per spingere i compagni della Sicilia e della Romagna a formare bande armate delle quali faranno parte anche contadini .L’anarchico invita a non avere paura dell’esercito per la presenza in esso di molti socialisti e assicura la sua presenza in Italia con un gruppo di anarchici cosmopoliti che si trovano a Londra.Il Ministero raccomanda la massima vigilanza per la tutela dell’ordine pubblico.I nomi dei due anarchici sono associati nella lettera del 4 dicembre dello stesso anno nella quale il Prefetto raccomanda strettissima e rigorosa sorveglianza nei loro confronti per rintracciarli ed arrestarli.Analoga azione di vigilanza viene richiesta per quanti potrebbero entrare in contatto con loro: capi socialisti,Presidenti dei Fasci dei lavoratori ed altre persone sospette. 

Pericolosissimo individuo viene definito un altro anarchico,Paolo Schicchi. Schicchi1_Foto--4..jpg (50374 byte)Due copie di una sua fotografia in data 18 ottobre1891, vengono inviate dal Ministro degli Interni Ramognini al Prefetto di Siracusa(Busta 3308) unitamente all’invito aSchicchi2_Foto--5.jpg (42718 byte) prendere le necessarie misure preventive nei confronti del pregiudicato.La lettera fornisce dettagliate informazioni sullo stesso.Figlio di Simone e Dispensa Michelangela,è nato a Collesano (Cefalù) nel 1865.Passato dall’Università di Palermo a quella di Bologna per gli studi di Giurisprudenza ed arruolatosi a 24 anni in un reggimento di Fanteria e successivamente nel primo reggimento di artiglieria, a seguito della diserzione è stato colpito da mandato di cattura e condannato nel 1889 ad un anno e sei mesi di reclusione ed è stato rimosso dal grado.Rifugiato in Francia ,ha stretto relazioni con diversi anarchici,tra cui Francesco Saverio Merlino.Espulso dalla Francia  e spostatosi a Malta,si è tenuto in corrispondenza con connazionali italiani e stranieri.Dopo un breve soggiorno in Italia e forse anche a Londra,è giunto a Ginevra dove è entrato in contatto con anarchici di altre nazionalità lì rifugiati.Divenuto capo del movimento anarchico di quella città per la sua natura ardente,capace di azioni audaci,fondò due periodici rivoluzionari”Pensiero e dinamite” e "Croce di Savoia”,che ospitavano articoli sovversivi e violentissimi.Espulso anche dalla Svizzera, si recò in Francia e,tentando di sfuggire alle ricerche della polizia italiana ,si imbarcò da Marsiglia alla volta di Barcellona.Sembra però che,prima di allontanarsi da Ginevra abbia preso parte o organizzato un attentato contro un commissario della polizia elvetica. A Barcellona è entrato a far parte di un’organizzazione anarchica di pericolosi settari “I vagabondi cosmopoliti”Dal momento che il ricercato ha anche manifestato la volontà di tornare in Italia,minacciando “auguste persone ed illustri personaggi del Regno”,il Prefetto viene invitato alla più stretta sorveglianza.Le stesse informazioni vengono poi trasmesse dalla Prefettura di Siracusa ai delegati di Pubblica Sicurezza di Lentini, Augusta, Floridia, Sortino. Essi, nel comunicare l’avvenuta ricezione assicurano la massima diligenza nella ricerca del pericolosissimo individuo.(Busta 3308)

La notizia dell’arresto del pericoloso individuo viene data in un telegramma del 4 ottobre 1892.Paolo Schicchi viene arrestato alla stazione di Pisa al ritorno da Barcellona e    Marsiglia.Armato di un revolver, di un pugnale e di miccia per dinamite ha opposto alle forze dell’ordine viva resistenza.

 

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